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La nuova tassa sugli affitti turistici

La nuova tassa sugli affitti turistici 

I questi giorni una notizia sta spopolando sul web e tra gli adetti ai lavori, la cosiddetta “tassa Airbnb”. 

Premetto che i tempi non sono maturi per dare un’interpretazione inequivocabile di questa nuova imposta, ma vorrei fare luce su alcuni punti che paiono ben definiti. 

Mi permetto di dare per scontato il concetto di Cedolare Secca, per chi non è al corrente di cosa si tratta, consiglio la lettura del mio articolo che trovate al seguente link Cedolare Secca. Sono ovviamente disponibile a rispondere a qualsiasi domanda in merito. 

La nuova Legge (in particolare l’articolo 4 del Decreto Legge n. 50 del 2017, pubblicato sul supplemento ordinario 20/L della Gazzetta Ufficiale n. 95 ed entrato in vigore il 24/04/2017 che potete leggere integralmente cliccando sul link Legge Airbnb) si pone l’obiettivo di impedire ai proprietari delle case vacanza di non dichiarare le somme incassate, utilizzando i portali commerciali online come sostituto di imposta. Airbnb è proprio il nome di uno dei portali online che mette in contatto chi cerca un immobile con il proprietario o il gestore della struttura. 

Per farla breve si chiude l’ultima «riserva indiana» dei proprietari di casa, gli affitti brevi ai turisti, dove il versamento delle imposte sulla locazione era affidato al buon cuore dei proprietari di casa (e al dovere e al senso civico). D’ora in poi la ritenuta sarà alla fonte.

Il boccone per il Fisco italiano è ghiottissimo. Ora le entrate fiscali da affitti turistici con cedolare secca sono inferiori ai 100 milioni di euro. 

Secondo una stima di Halldis, società italiana che opera nel settore degli affitti temporanei, «la flat tax per gli affitti brevi al 21% farà emergere il nero del settore – oggi stimato al 75% – e libererà per lo Stato un fatturato potenziale di 3,5 miliardi di euro». Saranno contenti gli albergatori. 

Dovrebbero essere loro, a partire da luglio, a incassare l’imposta sostitutiva da cedolare secca al 21% per poi girarla al fisco.

Questa legge appare subito controversa perché sembra accomunare all’interno della stessa denominazione “soggetti che esercitano attività di intermediazione” sia i siti di prenotazione sia gli agenti immobiliari, regolarmente abilitati ed iscritti in Camera di Commercio, come previsto dalla legislatura italiana. 

In certi casi, infatti, gli agenti utilizzano i siti online per ricevere prenotazioni per le case dei loro clienti e la legge non spiega quale dei due soggetti debba in questo caso riscuotere. 

Ma proseguiamo per ordine, gli intermediari dovranno inviare all’Agenzia delle Entrate una comunicazione in occasione della stipula di ogni nuovo contratto, pena una sanzione da 200 a 2.000 €.

Modalità di pagamento della tassa Airbnb

La modalità, prevedo io personalmente, sarà telematica. Tanti auguri a chi non ha ancora l’abilitazione al Desktop Telematico e ad Entratel, io ci ho perso un numero sufficiente di nottate della mia vita e posso, ora, definirmi un’utente esperta (amara consolazione). Il testo normativo prevede comunque che la modalità è emanarsi entro il 25 luglio 2017. 

Leggendo attentamente la norma (comma 5 dell’articolo 4) i soggetti intermediari (io e i portali) devono trattenere il 21% d’imposta per l’Erario solo se incassano i canoni. Questo è certamente il caso di Airbnb ma non è forse il mio, che permetto ai miei clienti di incassare i corrispettivi ed emetto fattura separata e mai in detrazione al loro canone. 

Nelle intenzioni del governo dovrebbero pagare proprio i portali, ma non da sottovalutare, c’è il problema che nessuna della grandi piattaforme turistiche online ha sede fiscale in Italia (Airbnb negli Stati Uniti, Booking nei Paesi Bassi, Edomizil in Svizzera, etc.), come faranno società straniere, in certi casi anche extracomunitarie, a comportarsi quali sostituti d’imposta in Italia? 

D’altra parte, però, in certi comuni italiani ad alta affluenza turistica, Airbnb partecipa già alla riscossione della Tassa di Soggiorno, che gira direttamente all’amministrazione. Quindi non sarebbe, forse, così inapplicabile questa nuova idea del nostro ministro. 

Tempistiche di applicazione delle tassa Airbnb

Qui arriva la parte divertente, non giudicatemi se tento di fare un briciolo di ironia, ma la questione si fa interessante. 

Tutti i canoni a far data dal 1° di giugno verranno assoggettati alla cedolare secca (che non sarà più quindi un regime facoltativo, forse…), ma la modalità con la quale sarà da versarsi tale imposta verrà comunicata due mesi dopo (entro il 25 luglio). 

In aiuto ci giunge lo Statuto dei Diritti del Contribuenti, per cui non potrà essere stabilito, quanto meno per il primo invio delle comunicazioni, un termine inferiore ai 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Comunque, prevedo  e spero mille proroghe. 

Conclusioni

Vi prego di considerare questo mio articolo per quello che è, una lettera a cuore aperto ai miei clienti (proprietari di case vacanza) per riassumere, a caldo, i concetti che i giornali in questi giorni stanno sfornando a raffica. 

Qualunque commento o aggiornamento è ben accetto. Dal mio canto, ho fatto presente l’incertezza della questione alla delegata per la sezione Estero della Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) alla quale sono iscritta e insieme al centro studi federativo, a breve, prevederà e linee guida da tenere in merito. 

Grazie per la collaborazione. 

Alice – www.ortalloggi.com 

Fonti: